All'inizio per poter dare dei comandi ad un computer era necessario ricordare delle esatte sequenze di caratteri che bisognava scrivere senza errori. Bastava una lettera sbagliata e il PC non era in grado di riconoscere il comando. Con l'avvento delle interfacce grafiche, come quella di Windows, per fortuna è diventato tutto più immediato e diretto.
Ai movimenti del
mouse corrisponde lo spostamento di un puntatore sullo schermo, un elemento grafico che permette di indicare su quale oggetto eseguire un azione e di scegliere da dei menù le opzioni desiderate, senza doverle ricordare a memoria.
In genere il puntatore del mouse ha la forma di una
freccia con la punta rivolta a sinistra, ma la sua forma può cambiare a secondo dell’operazione che si sta svolgendo.
Per esempio, portandolo sul bordo di una finestra, il puntatore assume la forma di una
doppia freccia disposta in senso verticale o orizzontale a secondo del lato. Questa forma indica che si può allargare o restringere la finestra nella direzione della doppia freccia.
Se ci posizioniamo su uno dei quattro spigoli di una finestra, invece, il puntatore assume la forma di una
doppia freccia inclinata, e permette di ridimensionare la finestra rispetto ai due lati formanti l’angolo.
Quando è in atto una elaborazione, il puntatore assume la forma di una
clessidra. Ciò indica che il computer sta lavorando e che occorre attendere la scomparsa della clessidra prima di poter eseguire, con il programma in uso, una successiva operazione.
Quando si posiziona il puntatore in un’area di testo, questo assume la forma di una
barretta verticale con la quale è possibile scegliere il punto nel quale digitare il testo. Trascinando il mouse, il testo al di sotto del puntatore viene evidenziato, rendendo possibile applicare delle azioni su tale testo selezionato (ad esempio per cambiare il tipo di carattere, per renderlo in grassetto, etc.).
Il puntatore può assumere anche altre forme, in base al tipo di programma che si sta utilizzando.
»» Vedi anche
a cosa serve il mouse.